Little Fires Everywhere

IMG_4812.jpg

Mia e Pearl, una madre sola e la figlia, sono abituate a girare itineranti per l’America, sempre alla ricerca di una nuova ispirazione artistica per la madre fotografa Mia.
Finalmente, per la gioia di Pearl, Mia decide di stabilirsi a  Shaker Heights, un tranquillo sobborgo dove tutto è minuziosamente pianificato: dal colore delle case ai rapporti di amicizia e di vicinanza degli abitanti.
Le due si ritrovano ad affittare una casa di proprietà della Signora Richardson, che vive a pochi isolati da lì con la sua famiglia perfetta composta dal marito avvocato e quattro figli altrettanto perfetti: Lexie, Trip, Moody e Izzy.
Nel corso della narrazione le due famiglie si avvicinano sempre di più: Pearl diventa amica di Moody che ha la sua stessa età e comincia a frequentare sempre più spesso casa Richardson e Mia anche si ritrova suo malgrado coinvolta negli eventi della famiglia e della piccola cittadina.
Il libro affronta temi moderni e all’ordine del giorno come l’amore adolescenziale, l’amicizia, l’aborto, i rapporti madre-figlio/a, la scuola, le adozioni, la povertà (non come forma generica, ma quella concreta e quotidiana di tutti coloro che attirati dal sogno americano si sono poi ritrovati a vivere di stenti e ignorati dalla società) il tutto senza mai dare un giudizio deciso, ma lasciando il lettore prendere le parti e formare il suo giudizio valutando da sé gli eventi.
Inoltre, la storia nasconde un segreto su chi realmente sia questa Mia, restia forestiera, che poco racconta di sé ma riesce a catturare l’affetto e la fiducia dei dimenticati, degli esclusi e a cui con facilità i diversi personaggi apriranno il loro cuore.
È un libro che mi ha fatto pensare alla grandezza di ogni singolo momento in sé e ai malintesi ed equivoci che ci accompagnano. Quanto ognuno di questi sia in grado di cambiare la vita in un modo incredibile e quanto le azioni influenzino proprio ogni attimo, facendomi chiedere “e se invece avesse fatto il contrario?”; E se quella cosa l’avesse detta, invece di tacere?”.
Chissà in che modo sarebbero andate le cose… quali strade avrebbe inventato il destino.

Literally was one of Lexie’s favorite words, which she deployed even when the situation was anything nut literal.
She hadn’t read as much as he had, of course, because they had moved so often, but she had spent most of her childhood in libraries, taking refuge among the shelves as a new girl bouncing from school to school, absorbing books as if they were air -and, in fact, she told him shyly, she wanted to be a poet.
Until now he had said nothing about Pearl or her mother to his family, guarding their friendship like a dragon guards treasure: silently, greedy. Deep down he had that feeling that somehow it would change everything, the way in fairy tales magic was spoiled if you shared the secret.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s