Il Giunco Mormorante

“Quando si schiude una porta o si apre uno spioncino ora non mi soffocano più lacrime di gratitudine, no! Non sfrutto ogni occasione e non mi inchino riconoscente a ogni permesso. Dopo quello che ho visto non voglio essere, neanche soltanto un pò, l’insignificante bestiola che viene mobilitata, addestrata, spedita da qualche parte, nutrita di gelati o affamata, punita o premiata perché ha rigato dritto. […] Se permettiamo a qualcuno di organizzare la nostra no man’s land, alla fin fine, secondo logica, arriveranno a rinchiuderti in una lussuosa camera di un lussuoso albergo, e bruceranno i tuoi libri, e allontaneranno da te tutti quelli che ami. Basta cedere una volta – e non ci saranno più limiti, e tutto ti verrà tolto.”


Ho ricevuto per Natale “Il giunco mormorante”di Nina Berberova che ho letto in un’oretta dopo il pranzo di S. Stefano e mi sono ritrovata a chiedermi cosa avesse di speciale. La lettura, forse superficiale perche appesantita da troppo cibo e stanchezza, non mi aveva suscitato nessuna particolare emozione. Così la sera sono andata a letto pensando al libro con una certa delusione e una serie di interrogativi sul perché il libro fosse stato tanto osannato e cosa avesse di tanto speciale da continuare comunque a tormentarmi. Era come se il mio subconscio avesse captato qualcosa ma il mio Io non volesse recepirlo. 


Così, la mattina dopo, fresca e riposata dopo un bel sonno ristoratore ho ripreso in mano il libricino e ne ho cominciato a rileggere delle parti. Rileggendo, rileggendo mi sono ritrovata alla prima pagina, e così l’ho letto una seconda volta, per intero!
Questa seconda lettura mi ha inaspettatamente rivelato la bellezza di quelle 79 pagine. 


Il mio titolo personale al libro – dovete sapere che io amo dare titoli, titoli alle mie giornate, ai capitoli della mia vita, anche ai semplici pensieri.. e perché no anche ai libri che già ne hanno uno tutto loro! – quindi dicevo, il titolo che darei a questo libro è ‘Inno alla libertà’. E quando parlo di libertà mi riferisco alla libertà affettiva, al coraggio di dire no a chiunque con prepotenza e con noncuranza, guardando solo ai propri interessi, vorrebbe invadere la nostra no man’s land, il nostro spazio personale, la nostra vita, i nostri pensieri. A chi vorrebbe calpestare il nostro prato, con tutti i suoi delicati fiori che tanto abbiamo faticato per far crescere, senza curarsi di quanto a noi sia caro e di quanta fatica ci costi potarlo ed innaffiarlo ogni singolo giorno. 


È anche il libro del rispetto, innanzitutto per sé stessi, che ci insegna un pò a non elemosinare ciò che dovrebbe esserci dovuto e ciò che ci spetta in quanto esseri umani, e, anche, in quanto donne. È un invito a ricordarci che dovremmo permettere solo a chi cammina in punta di piedi di attraversare il nostro prato fiorito, nella libertà, e nel rispetto, dei sentimenti e del cuore.

M. 

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